Sproposito- dal latino EX, fuori di e PROPÒSITUM, tema, argomento.
Cosa detta fuori di proposito, di regola, di ragione; Errore massiccio.
(cfr.www.etimo.it)
Domani parto, vado a passare l'ultimo dell'anno in quel di Abruzzo dalla mia ragazza e tutto il resto.
Che uno poi dice "ma che ci vai a fare nella Marsica, se nevica, è freddo, non mangi gli arrosticini e sei convinto che Silone fosse un collaborazionista?".
Che però uno poi pensa "sì, ma non è che a Perugia, con la nebbia, il freddo, la pioggia, i Baci Perugia e Sandro Penna il Natale sia stato un granché". Tipo che la sera della vigilia stai a parlare (giuro) in camera tua con la tua ragazza, e tua sorella e tuo cognato tengono l'etere in ostaggio urlando per trenta minuti in inglese, facendo tremare le Mura di Jericho, e shut up, fuck you, so long and thanks for all the fish, e la tua ragazza candidamente ti dice "no, ma se capissi cosa dicono, almeno mi farei un'idea", e tu traduci "zitto...zitta...vaffanculo ...no, vaffanculo tu...no, sta' zitto tu...no stai zitta tu", e la sua idea non migliora di molto. Poi il giorno dopo ti devi pure sentir dire da tua sorella che sei maleducato perché fai le battute a sproposito (ma a sproposito eh!) e metti in imbarazzo la gente (ma la gente eh!) e un giorno prima o poi qualcuno ti spaccherà la testa (malatesta, eh!) così imparerai a fare le battute, che anche se fai il dottorato di ricerca e hai una compagnia teatrale quello solo sai fare, le battute a sproposito (ma a sproposito, eh!) anche perché si sa che nelle coppie sposate è normale che si litighi così, e tu che ne vuoi sapere? Roba che ti veniva da dire "ehi, litigavi così anche prima di sposarti". Allora ti rendi conti, e la cosa ti fa riflettere, che è più interessante, con la nebbia, il freddo, la pioggia Sandro Penna e compagnia bella, stare dentro la cappella di famiglia, con la tua ragazza che ti aspetta fuori perché tu le hai chiesto un minuto da solo per parlare con la foto di un tizio morto. E a 'sto tizio gli devi chiedere scusa, tra l'altro, perché i giorni prima che l'operassero tu sei stato un po' stronzo, egoistello e concentrato sui fatti tuoi per pensare alle sue angosce e alla paura, arrivata nelle settimane prima, che quel tumore alla testa potesse non essere proprio benigno come s'era detta qualche mese prima. Sì, eri vessato dalla discussione della tesi prima e dallo stress post tesi poi, e sotto sotto dovevi eludere la paura che iniziava a dire "ehi, forse qualcuno morirà", ma a conti fatti (i quali conti includono emorragia cerebrale post operatoria, semiparalisi e una tonnellata di medicine volte a modificare la chimica del cervello e quindi il pensiero), quelli erano gli ultimi giorni veri per poter parlare con tuo babbo. E Sigismondo Freud e Carlo Gustavo Jung direbbero che in quella cappella di famiglia in realtà hai chiesto perdono a te stesso, per fare i conti con un pezzo di psicomortadellaesistenziale ammuffita che stava nel frigo da troppo tempo. Tu sai solo che in casa tua di certe cose non si parla, se non per dare comunicazioni di servizio ("ieri siamo andati al cimitero. Tu ci vai?"), forse per non mettere in imbarazzo le altre persone, tra cui se stessi, e so long, and thanks for all the fish. Poi uno fa le battute, e succedono le tragedie.
Poi la sera fai una festa a sorpresa per il compleanno del tuo migliore amico che, essendo nato a Natale, è un po' più sfigato di uno nato il 29 febbraio perché la società occidentale, in combutta con la Coca Cola, fa sì che tutti siano impegnati per la sera del 25 dicembre. E lì, anche se sei stanco, spossato e c'è una cane iperattivo che impazzisce per i palloncini, senti di appartenere alle scelte che hai fatto al netto delle battute a sproposito (ma a sproposito, eh!), all'imbarazzo che provochi a quelle persone che, a prescindere dallo stato coniugale e dal cognome, hanno il frigo pieno di psicomortadellaesistenziale ammuffita, e per fuggire in fretta e furia dal frigo ti vengono puntualmente addosso.
Per quest'anno è tutto, cari lettori e care lettrici. Nell'augurarvi un buon anno, vi lascio con l'importante messaggio della seconda specie più intelligente del pianeta (l'uomo, contrariamente alle aspettative, è la terza).
Cosa detta fuori di proposito, di regola, di ragione; Errore massiccio.
(cfr.www.etimo.it)
Domani parto, vado a passare l'ultimo dell'anno in quel di Abruzzo dalla mia ragazza e tutto il resto.
Che uno poi dice "ma che ci vai a fare nella Marsica, se nevica, è freddo, non mangi gli arrosticini e sei convinto che Silone fosse un collaborazionista?".
Che però uno poi pensa "sì, ma non è che a Perugia, con la nebbia, il freddo, la pioggia, i Baci Perugia e Sandro Penna il Natale sia stato un granché". Tipo che la sera della vigilia stai a parlare (giuro) in camera tua con la tua ragazza, e tua sorella e tuo cognato tengono l'etere in ostaggio urlando per trenta minuti in inglese, facendo tremare le Mura di Jericho, e shut up, fuck you, so long and thanks for all the fish, e la tua ragazza candidamente ti dice "no, ma se capissi cosa dicono, almeno mi farei un'idea", e tu traduci "zitto...zitta...vaffanculo ...no, vaffanculo tu...no, sta' zitto tu...no stai zitta tu", e la sua idea non migliora di molto. Poi il giorno dopo ti devi pure sentir dire da tua sorella che sei maleducato perché fai le battute a sproposito (ma a sproposito eh!) e metti in imbarazzo la gente (ma la gente eh!) e un giorno prima o poi qualcuno ti spaccherà la testa (malatesta, eh!) così imparerai a fare le battute, che anche se fai il dottorato di ricerca e hai una compagnia teatrale quello solo sai fare, le battute a sproposito (ma a sproposito, eh!) anche perché si sa che nelle coppie sposate è normale che si litighi così, e tu che ne vuoi sapere? Roba che ti veniva da dire "ehi, litigavi così anche prima di sposarti". Allora ti rendi conti, e la cosa ti fa riflettere, che è più interessante, con la nebbia, il freddo, la pioggia Sandro Penna e compagnia bella, stare dentro la cappella di famiglia, con la tua ragazza che ti aspetta fuori perché tu le hai chiesto un minuto da solo per parlare con la foto di un tizio morto. E a 'sto tizio gli devi chiedere scusa, tra l'altro, perché i giorni prima che l'operassero tu sei stato un po' stronzo, egoistello e concentrato sui fatti tuoi per pensare alle sue angosce e alla paura, arrivata nelle settimane prima, che quel tumore alla testa potesse non essere proprio benigno come s'era detta qualche mese prima. Sì, eri vessato dalla discussione della tesi prima e dallo stress post tesi poi, e sotto sotto dovevi eludere la paura che iniziava a dire "ehi, forse qualcuno morirà", ma a conti fatti (i quali conti includono emorragia cerebrale post operatoria, semiparalisi e una tonnellata di medicine volte a modificare la chimica del cervello e quindi il pensiero), quelli erano gli ultimi giorni veri per poter parlare con tuo babbo. E Sigismondo Freud e Carlo Gustavo Jung direbbero che in quella cappella di famiglia in realtà hai chiesto perdono a te stesso, per fare i conti con un pezzo di psicomortadellaesistenziale ammuffita che stava nel frigo da troppo tempo. Tu sai solo che in casa tua di certe cose non si parla, se non per dare comunicazioni di servizio ("ieri siamo andati al cimitero. Tu ci vai?"), forse per non mettere in imbarazzo le altre persone, tra cui se stessi, e so long, and thanks for all the fish. Poi uno fa le battute, e succedono le tragedie.
Poi la sera fai una festa a sorpresa per il compleanno del tuo migliore amico che, essendo nato a Natale, è un po' più sfigato di uno nato il 29 febbraio perché la società occidentale, in combutta con la Coca Cola, fa sì che tutti siano impegnati per la sera del 25 dicembre. E lì, anche se sei stanco, spossato e c'è una cane iperattivo che impazzisce per i palloncini, senti di appartenere alle scelte che hai fatto al netto delle battute a sproposito (ma a sproposito, eh!), all'imbarazzo che provochi a quelle persone che, a prescindere dallo stato coniugale e dal cognome, hanno il frigo pieno di psicomortadellaesistenziale ammuffita, e per fuggire in fretta e furia dal frigo ti vengono puntualmente addosso.
Per quest'anno è tutto, cari lettori e care lettrici. Nell'augurarvi un buon anno, vi lascio con l'importante messaggio della seconda specie più intelligente del pianeta (l'uomo, contrariamente alle aspettative, è la terza).
-"Addio, e grazie per tutto il pesce", dal film "Guida Galattica per Autostoppisti"
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